Pittura intuitiva: settembre, il momento giusto per tornare a prendersi cura di sé

Settembre arriva quasi in punta di piedi.

Dopo le vacanze estive il nostro corpo può sentirsi riposato, rigenerato, magari persino più leggero. Abbiamo dormito di più, cambiato ritmi, lasciato per qualche giorno le nostre abitudini e ci siamo concessi uno spazio diverso.

Eppure, appena rientriamo nella quotidianità, sembra che tutto riparta alla velocità della luce.

Gli impegni, il lavoro, la famiglia, le responsabilità e le cose da fare si susseguono rapidamente e, quasi senza accorgercene, quel senso di leggerezza conquistato durante l’estate rischia di trasformarsi nuovamente in tensione e stress.

È una sensazione particolare: ci sentiamo riposati, ma facciamo fatica a dosare il ritmo della ripartenza.

Forse proprio per questo settembre può diventare un’occasione preziosa per fermarci e chiederci:

Come sto davvero? Di quale ritmo ho bisogno? Come posso prendermi cura di me, non solo quando sono stanca, ma anche prima di arrivare a esserlo?

Rallentare per ritrovare il proprio ritmo

Prendersi cura di sé significa anche concedersi tempo.

Tempo senza una prestazione da raggiungere, senza un risultato da ottenere, senza qualcosa da dimostrare.

Un’esperienza che può accompagnarci in questa direzione è una sessione di pittura intuitiva.

La pittura intuitiva è, prima di tutto, un invito ad ascoltarsi.

La sessione inizia con una meditazione calibrata sulla persona e sul momento che sta vivendo. È uno spazio iniziale che permette di rallentare, lasciare gradualmente fuori il rumore della quotidianità e tornare in contatto con se stessi.

Poi arriva il momento della pittura.

Pennelli, colori, forme e gesti si muovono sulla tela senza condizionamenti e senza aspettative. Non c’è bisogno di saper dipingere. Non c’è un risultato giusto da raggiungere. Non c’è un’immagine da realizzare.

Soprattutto, non c’è un obiettivo.

C’è semplicemente la possibilità di lasciarsi guidare da ciò che emerge.

Ed è proprio qui che può accadere qualcosa di importante: iniziamo ad accorgerci del nostro ritmo.

Quanto siamo veloci? Quanto abbiamo bisogno di fermarci? Ci concediamo di cambiare idea? Lasciamo spazio a ciò che arriva oppure cerchiamo subito di controllarlo?

La tela diventa così uno spazio nel quale osservare noi stessi.

La tela come specchio

Quando il lavoro pittorico termina, la sessione non finisce.

Arriva il momento del dialogo con ciò che abbiamo davanti: forme, colori, spazi, pieni e vuoti, segni che magari non avevamo previsto e che ora raccontano qualcosa di noi.

È un momento di ascolto e di scoperta.

Attraverso il dialogo guidato, accompagno la persona a rendere più chiaro e leggibile ciò che è emerso sulla tela, senza imporre interpretazioni, ma creando uno spazio nel quale poter riconoscere significati, sensazioni e parti di sé.

A volte scopriamo qualcosa che era già dentro di noi.

Altre volte incontriamo una sensazione che non avevamo ancora saputo nominare.

Altre ancora ci accorgiamo semplicemente di quanto sia difficile, nella nostra quotidianità, concederci il diritto di rallentare.

E proprio questa consapevolezza può diventare un piccolo ma importante strumento da portare con noi nella vita di tutti i giorni.

Non solo un’esperienza, ma un possibile percorso

Una sessione di pittura intuitiva può essere un’esperienza intensa anche se rimane un momento unico.

Ma può anche diventare l’inizio di un percorso.

Ogni incontro può rappresentare una tappa, un’occasione per lavorare in profondità su ciò che emerge, lasciando che ogni tela racconti un passaggio, un movimento, una scoperta.

Non si tratta semplicemente di dipingere una tela dopo l’altra.

Si tratta di imparare, gradualmente, a riconoscere le proprie capacità naturali di ascoltarsi, di entrare in contatto con le proprie profondità e di trovare nuove modalità per attraversare fatiche, blocchi e momenti di cambiamento.

La pittura diventa così uno strumento di conoscenza.

Un linguaggio diverso dalle parole, attraverso il quale possiamo incontrare parti di noi che spesso, nella quotidianità, rimangono inascoltate.

Tornare a noi

Forse settembre non deve essere per forza il mese del “ripartire”.

Può essere il mese del ripartire da noi.

Prima di riempire nuovamente le giornate di impegni, possiamo provare a chiederci quale ritmo vogliamo abitare.

Possiamo imparare a riconoscere quando stiamo correndo troppo.

Possiamo concederci uno spazio in cui non dobbiamo fare, risolvere o raggiungere.

La tela e i colori possono diventare proprio questo: uno spazio per noi.

Uno spazio nel quale rallentare, ascoltare e osservare.

Perché, quando smettiamo per un momento di cercare fuori le risposte e iniziamo ad ascoltare ciò che accade dentro di noi, qualcosa comincia a diventare più chiaro.

Il nostro corpo sa. La nostra parte più profonda sa. E spesso anche noi sappiamo già cosa ci serve per ritrovare armonia ed equilibrio: abbiamo solo bisogno di creare lo spazio per poterlo ascoltare.

Per me è un dono poter accompagnare le persone verso questa conoscenza.

E forse è proprio questo il senso più autentico della pittura intuitiva: non insegnarti a dipingere qualcosa, ma accompagnarti a scoprire ciò che già vive dentro di te.

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